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Cranchiidae
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I mwbaCranchiidi (mwbqCranchiidae mwbgProsch, 1847) sono una mwbwfamiglia di mwcacalamari che comprende poco meno di una trentina di specie diffuse nelle acque pelagiche di tutto il globo. Il rappresentante più noto della famiglia è il calamaro colossale (mwcqmwcgMesonychoteuthis hamiltoni), il rappresentante più grande dei mwcwcefalopodi, nonché l'invertebrato più grande del mondo.cite-ref-review-1-0[1]
Contents
• Biologia
• Note
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Descrizione
La famiglia Cranchiidae è costituita da una vasta gamma di specie di calamari, caratterizzate da una notevole diversità morfologica e dimensionale, che va da esemplari piccoli con un mwewmantello lungo circa 10 cm a esemplari giganti che superano i 2 m di lunghezza totale o addirittura raggiungono i 9-10 m nel caso del mwfacalamaro colossale, che può pesare fino a 495 kg. Un tratto distintivo di questa famiglia è la fusione del mantello con la testa a livello della cartilagine nucale e con il sifone nei due angoli posterolaterali, in corrispondenza dell'apparato di bloccaggio mantello-sifone.
La cavità del mantello è suddivisa in due camere, dorsale e ventrale, grazie a una membrana orizzontale formata dalla modifica dei muscoli retrattori del sifone. La membrana buccale possiede otto connettivi che si attaccano ai margini ventrali del quarto paio di braccia. Le clave tentacolari sono generalmente armate con quattro serie trasversali di ventose, e specie come mwfgGaliteuthis e mwfwMesonychoteuthis presentano uncini nella serie mediana. La lunghezza e il diametro dei tentacoli variano tra le specie, con 2-4 serie di ventose carpali alternate lungo la maggior parte della loro lunghezza.
Le braccia, muscolose e di lunghezza variabile da corta a media, sono dotate di ventose biseriali con aperture ampie, spesso prive di anelli cornei, sebbene mwgqMesonychoteuthis possa presentare uncini a metà braccio. Tutte le braccia possiedono membrane protettive trabecolate ben sviluppate lungo i margini. Im alcune specie, il quarto braccio ventrale, destro o sinistro, è modificato in mwggectocotile, mentre in altre questa caratteristica è assente.
I mwhafotofori si trovano sulla metà inferiore o sui due terzi ventrali degli occhi, alle estremità delle braccia e nel sacco dell'inchiostro o nella ghiandola digestiva di alcune specie. Una grande camera di galleggiamento circonda i visceri lungo l'intera cavità del mantello. La ghiandola digestiva, spesso fusiforme, si trova posteriormente alla cartilagine cefalica.
Il mantello varia da robusto ad allungato, e può essere cilindrico, conico o fusiforme, con un'estremità posteriore che va da smussata e arrotondata (mwhwBathothauma) ad appuntita e filiforme (mwiaTaonius). Le pareti del mantello sono sottili, talvolta descritte come simili al cuoio al tatto, ma generalmente muscolose; alcune specie sviluppano tubercoli simili a cartilagine sulla superficie esterna del mantello. Il rachide e la pala del mwiqgladio sono di solito visibili attraverso la pelle. Le pinne, normalmente sottili (tranne che in mwigMesonychoteuthis), si inseriscono lateralmente lungo la lanceola e la pala del gladio, e la loro forma varia notevolmente tra le specie, spaziando da piccole e a forma di pagaia a terminali ovate o lanceolate.
Il gladio ha un rachide lungo e stretto, con una carena dorsale debole o assente nella parte anteriore (eccetto che in mwjaLeachia, dove è forte), e margini posteriori che formano una lunga lanceola, che può essere fusiforme o a diamante, con una pala corta e larga o lunga e filiforme, solitamente cava (ad eccezione di mwjqHelicocranchia e mwjgBathothauma).
Il sifone varia da moderatamente grande a molto grande, con una valvola variabilmente presente o assente. Il cuscinetto dorsale dell'organo del sifone ha una forma a V o U rovesciata, di solito con 2 o 3 papille o lembi, fino a 7 papille in mwkaLeachia. I cuscinetti ventrali possono essere piccoli o molto grandi e presentano varie forme, tra cui ovali, a rene, a mezzaluna o a L. La testa, corta e spesso dominata da grandi occhi sessili, prominenti o sporgenti, è orientata generalmente anteriormente o anterolateralmente e dotata di fotofori.cite-ref-fao148-2-0[2]
Distribuzione e habitat
La famiglia Cranchiidae rappresenta un gruppo altamente diversificato di calamari, distribuiti in quasi tutti gli oceani e mari del pianeta, con l'unica eccezione del mwlwMar Glaciale Artico. La diversità delle specie è particolarmente elevata nelle acque subtropicali e tropicali, dove le condizioni ambientali favoriscono una grande varietà di adattamenti. Ogni genere di questa famiglia ha una distribuzione circoscritta alle acque tropicali e subtropicali, con alcune eccezioni: mwmaEgea è limitato ai tropici, mentre mwmqTeuthowenia si trova esclusivamente nelle acque subartiche, temperate settentrionali e tropicali orientali dell'mwmgAtlantico, oltre che nelle acque di transizione della convergenza subtropicale meridionale.
mwnaTaonius e mwnqGaliteuthis sono presenti nelle acque temperate e subpolari di tutto il mondo, mentre mwngGaliteuthis glacialis e mwnwMesonychoteuthis hamiltoni sono prevalentemente confinati alle regioni antartiche.cite-ref-fao148-2-1[2]
Biologia
La vasta distribuzione geografica e verticale dei cranchiidi li rende una presenza ubiquitaria negli oceani. Questi calamari si trovano dal sub-Artico fino alle regioni tropicali e raggiungono persino le gelide acque antartiche. Nelle prime fasi di vita, come paralarve e giovani, abitano la mwpgzona epipelagica vicino alla superficie, spostandosi poi gradualmente verso le profondità mwpwmesopelagiche e mwqabatipelagiche man mano che crescono. Gli adulti di alcune specie possono vivere a profondità superiori ai 2000 metri.
Il comportamento migratorio varia tra le specie: molte effettuano mwqgmigrazioni verticali giornaliere per alimentarsi, risalendo verso la superficie di notte e ritornando in profondità durante il giorno, mentre altre rimangono stazionarie a specifiche profondità. Alcune specie preferiscono habitat pelagici di transizione, mentre altre si trovano vicino alla costa. Le paralarve e i giovani si distinguono per il loro aspetto unico, con occhi peduncolati, braccia cortissime e tentacoli lunghi, e spesso con il rostro rivolto ventralmente verso gli occhi. Questi giovani stadi non presentano fotofori e non assomigliano affatto agli adulti, il che in passato ha complicato la loro classificazione e portato a confusione tassonomica e a una sovrabbondanza di mwqwsinonimi.
Le caratteristiche strutturali dei cranchiidi, come la fusione del mantello con la testa e il sifone, e la divisione della cavità del mantello in due camere riempite di una soluzione di mwrqcloruro d'ammonio, conferiscono a questi calamari una galleggiabilità quasi neutra. Questo adattamento è cruciale per la loro sopravvivenza nelle acque profonde, consentendo loro di risparmiare energia. Prima del raggiungimento della maturità, i giovani, facilmente identificabili per i loro lunghi peduncoli oculari, vivono vicino alla superficie. Con lo sviluppo, vanno incontro a cambiamenti significativi, tra cui modifiche nella forma e nella posizione degli occhi, delle pinne, un aumento della pigmentazione, lo sviluppo di fotofori sulle braccia e la perdita dei tentacoli.
Alcune specie di cranchiidi sono state osservate nei loro habitat di profondità grazie ai sommergibili, mostrando comportamenti peculiari. Una posizione di riposo comune è la cosiddetta «posizione a cacatua», con le braccia e i tentacoli raccolti sopra la testa che richiamano l'aspetto di mwrwquesto pappagallo. Osservazioni più dettagliate hanno rivelato ulteriori aspetti del loro comportamento, come le modalità di locomozione, il pattern dei cromatofori e altre caratteristiche morfologiche e funzionali.cite-ref-3[3]cite-ref-tol2-4-0[4]
I cranchiidi svolgono un ruolo ecologico importante come preda di numerosi predatori pelagici, tra cui cetacei come mwuqcapodogli, mwugcogia di de Blainville, mwuworche, mwvaglobicefali, mwvqdelfini e mwvgfocene di Dall, oltre a pesci predatori come mwvwpesci spada, mwwatonni, mwwqsquali martello, mwwgverdesche e mwwwsquali tigre, nonché mwxauccelli marini come gli mwxqalbatri.cite-ref-fao148-2-2[2]
Tassonomia
La famiglia viene suddivisa in due distinte sottofamiglie, Cranchiinae e Taoniinae.cite-ref-worms-5-0[5] Nei Cranchiinae la superficie ventrale del mantello presenta una o due strisce cartilaginee che si estendono posteriormente dall'apice anteriore della fusione sifone-mantello; il sifone è fuso lateralmente con la testa; e gli occhi sono dotati di quattro o più piccoli fotofori, di forma rotonda od ovale. Nei Taoniinae le strisce cartilaginee sulla superficie ventrale del mantello sono assenti e il sifone è libero lateralmente dalla testa; gli occhi presentano solitamente un grande fotoforo, oppure due o tre fotofori di dimensioni marcatamente diverse, con il più grande generalmente a forma di mezzaluna.cite-ref-fao148-2-3[2]
mwbwCRANCHIINAE
• mweamweqCranchia mwegLeach, 1817
• mwfqmwfgCranchia scabra mwfwLeach, 1817
• mwggmwgwLeachia mwhaLesueur, 1821
• mwhwLeachia atlantica mwiq(Degner, 1925)
• mwiwLeachia cyclura mwjqLesueur, 1821
• mwjwLeachia danae mwkq(Joubin, 1931)
• mwkwLeachia dislocata mwlqYoung, 1972
• mwlwLeachia lemur mwmq(Berry, 1920)
• mwmwLeachia pacifica mwnq(Issel, 1908)
• mwoamwoqLiocranchia mwogPfeffer, 1884
• mwpqLiocranchia reinhardti mwpw(Steenstrup, 1856)
• mwqqLiocranchia valdiviae mwqwChun, 1910
mwrqTAONIINAE
• mwtgmwtwBathothauma mwuaChun, 1906
• mwuwmwvaBathothauma lyromma mwvqChun, 1906
• mwwamwwqEgea mwwgJoubin, 1933
• mwxqmwxgEgea inermis mwxwJoubin, 1933
• mwygmwywGaliteuthis mwzaJoubin, 1898
• mwzwGaliteuthis armata mw0qJoubin, 1898
• mw0wGaliteuthis glacialis mw1q(Chun, 1906)
• mw1wGaliteuthis pacifica mw2q(Robson, 1948)
• mw2wGaliteuthis phyllura mw3qBerry, 1911
• mw4amw4qHelicocranchia mw4gMassy, 1907
• mw5qHelicocranchia papillata mw5w(Voss, 1960)
• mw6qHelicocranchia pfefferi mw6wMassy, 1907
• mw7gmw7wLiguriella mw8aIssel, 1908
• mw8wLiguriella podophthalma mw9qIssel, 1908
• mw-amw-qMegalocranchia mw-gPfeffer, 1884
• mw-qMegalocranchia fisheri mw-wBerry, 1909
• mwaqeMegalocranchia maxima mwaqmPfeffer, 1884
• mwaquMegalocranchia oceanica mwaqc(Voss, 1960)
• mwaqomwaqsMesonychoteuthis mwaqwRobson, 1925
• mwaq8mwaraMesonychoteuthis hamiltoni mwareRobson, 1925
• mwarqmwaruSandalops mwaryChun, 1906
• mwarkmwaroSandalops melancholicus mwarsChun, 1906
• mwar4mwar8Taonius mwasaSteenstrup, 1861
• mwasmTaonius belone mwasu(Chun, 1906)
• mwascTaonius borealis mwask(Nesis, 1972)
• mwassTaonius pavo mwas0(Lesueur, 1821)
• mwatamwateTeuthowenia mwatiChun, 1910
• mwatuTeuthowenia maculata mwatc(Leach, 1817)
• mwatkTeuthowenia megalops mwats(Prosch, 1847)
• mwat0Teuthowenia pellucida mwat8(Chun, 1910)
Note
cite-note-review-11. ↑ mwauyRui Rosa, Vanessa M. Lopes, Miguel Guerreiro, Kathrin Bolstad e José C. Xavier, mwaucmwaugBiology and ecology of the world's largest invertebrate, the colossal squid (mwaukMesonychoteuthis hamiltoni): a short review (mwauomwausPDF), in mwauwPolar Biology, vol.mwau0 40, n.mwau4 9, 30 marzo 2017, pp.mwau8 1871-1883, mwavaDOI:mwave10.1007/s00300-017-2104-5.
cite-note-fao148-22. ↑ mwavsmwavwJereb e Roper, 2010,mwav0 pp. 148-149.
cite-note-33. ↑ mwaweMark Norman, mwawiCephalopods: A World Guide, Hackenheim, ConchBooks, 2000, p.mwawm 156.
cite-note-tol2-44. ↑ mwawcRichard E. Young e Katharina M. Mangold (1922-2003), mwawgmwawkCranchiid Buoyancy, su mwawotolweb.org, The Tree of Life Web Project. mwawsURL consultato il 14 marzo 2012.
Bibliografia
• citerefjereb-e-roper-2010P. Jereb e C. F. E. Roper (a cura di), Cephalopods of the world. An annotated and illustrated catalogue of cephalopod species known to date. Vol 2. Myopsid and oegopsid squids (PDF), collana FAO Species Catalogue for Fishery Purposes, vol. 1, n. 2, Roma, FAO, 2010.
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